lunedì 14 settembre 2009

lacrĭmae

Non c'è nulla di più sublime di un temporale estivo. Irrompe quando meno te l'aspetti, quando il sole ancora brucia la pelle e giri con i piedi quasi nudi per la città. Il cielo si adombra, si squarcia tonante...e l'eco del rombo del tuono riecheggia stupefacente.
Poi arriva Lei.
Goccia dopo goccia bussa sulla pelle e chiede di essere accolta per saturarti fin nel profondo.
E non puoi far altro che farla entrare.

De scavibus e altre buche

Si possono passare 6 ore in piedi, con le braccia incrociate, con un broncio infinito, con l'aria incazzosa, a guardare un operaio che lavora col martello pneumatico e un altro che lavora di pala e ripete ogni due minuti "eh...qui si vuole la moglie ubriaca e la botte piena!! " come uno strano mantra antifatica?
Sì, si può.

giovedì 10 settembre 2009

Sulle follie e altri misfatti

Cosa può accadere in solo tre ore in giro per una grande città:
1) arrivi presso un importante ente, entri a razzo, sai già dove andare. Ti insegue tutto incazzato il portiere e ti intima un "altolà!". Ti fermi, lo guardi. Guardi il cartello con la scritta "LIBERO ACCESSO".
"Dica?" "Dove deve andare?" "Al protocollo" "E non me la chiede la strada?" "La so, ci vengo spesso" "E se l'avessimo cambiata???" "...perchè, ora dov'è?" "Diritto per il corridoio, giri a destra, percorre il secondo corridoio, scende le scale a sinistra, rigira a destra, rifà il corridoio, entra a destra, rigira a sinistra e trova l'accettazione" "Uhmpf, esattamente dov'era l'ultima volta..." "Eh, ma lei non poteva essere sicura di saperlo!"
Sottofondo strozzato di mie imprecazioni.
2) arrivi presso una caserma, via del tizio. Militare di guardia "Scusi, sono qui per un sopralluogo" "Qui???" "Eh, sì, mi hanno detto via del tizio" "ah...(come se la cosa lo illuminasse) vabbè, faccia il pass" "Dove?" "Via del Caio" "Via del Caio? ma è sicuro??" "Sì Sì" Corro corro a via del caio, che era dietro a via del tizio, ma non potendovi accedere direttamente devo fare un giro degno del labirinto di Dedalo. Arrivo a via del caio e mi corre incontro un militare armato di mitra. Di bene in meglio. Mi urla che lì non possono entrare i pedoni (mi giro attorno e non vedo alcun avviso di divieto...vabbè) e mi manda a quel paese e in un'altra via per fare sto famoso pass. Arrivo ad un ufficio in cui Mister Simpatia mi riempe di domande, mi guarda lette e non mi fa concludere niente. Mi da il pass troppo tardi, ritorno indietro ma il sopralluogo è rimandato. 
Sottofondo strozzato di mie imprecazioni.
3) Sono sull'autobus e sto tornando a casa. Di autisti gentili e competenti se ne incontrano spesso. Ma Lui non è uno di questi! Comincia a saltare le fermate e a correre come un pazzo mentre tutti cercavamo di non volare via tenendoci aggrappati agli appositi sostegni mentre lui urlava "ora chiamo la poliziaaaa, ora la chiamooooo" verso un auto che a suo dire gli bloccava il transito. Non fossi stata impegnata a sgranarmi un rosario, gli avrei fatto notare che la macchina era ferma al semaforo...
Quanto amo questa città!

Entropia

Non credo di essere più bizzarra di qualcun altro su questo grumo di polvere chiamato Terra. Ne è conferma che qualcuno si sia preso la briga di definire il disordine che compone l'Universo col termine Entropia. 
Ogni Essere, animato o meno, è soggetto a trasformazioni irreversibili che avvengono invariabilmente in una sola direzione, ovvero quella verso il maggior disordine.  
In termini più etici e meno scientifici, oserei dire che la fiducia è soggetta all'entropia: una volta delusa è difficile, se non impossibile, riportarla allo stato originario.
La delusione è come una macchia sul vestito buono. Anche se non l'hai fatta di proposito lei sta lì; strofini e ti disperi nella speranza che sparisca. A volte il guaio è irrimediabile, a volte peggiora, a volte si riduce ma  in genere un alone resta sempre.
Come vedi, non sono io ad essere artefatta. Bensì, sono fatta ad arte: secondo le leggi della fisica sono pura entropia. 
Certo, potrei sempre tentare di oppormi alle leggi della fisica...già, ma come si definisce una funzione di stato in grado di opporsi all'Entropia? Ipocrisia. Forse.

mercoledì 9 settembre 2009

La persistenza della Memoria

"Invece di rendermi duro, come la vita in realtà aveva progettato, ...riuscì...a costruirmi un guscio che proteggeva la sensibile nudità del paguro bernardo che vi era insediato, cioè io stesso, sicché mentre io esternamente acquistavo sempre più l'aspetto di una fortezza internamente potevo continuare a invecchiare molle, ipermolle. E il giorno in cui decisi di dipingere orologi li dipinsi molli. " (Salvador Dalì)

Vivo in un mondo asimmetrico, in luogo e tra gente che non si compensa mai, un'equazione con soluzioni immaginarie, non esistenti nel campo del reale.  Per supplire a questa deficienza continua, in un senso e nell'altro, è abitudine corazzarsi per proteggere un intimo sempre più indifeso. Spesso purtroppo si è così occupati a rendere invulnerabile la corazza da trascurare quel che contiene...e si rammolliscono i pensieri, si ammorbidiscono i sentimenti e ci si ritrova con un pezzo di Camembert al posto del cuore. Fornito rigorosamente in una scatola di legno.
Stufa del mio animo di caciotta e di tutti gli elementi che gravitano attorno la mia vita in maniera disorganica, ho fatto un piccola quanto sofferta scelta. 
Macerare pagine e pagine di diari pieni della mia vita, pieni di numeri di telefono, persone e situazioni bizzarre. Inutile rimestare il passato, meglio saggiare il presente. Magari con un buon bicchiere di vino!

P.S. l'ho fatto per te. Te lo dovevo.

martedì 8 settembre 2009

Tanti auguri

Un po'di messaggi di auguri ricevuti dai miei fan:
1) Mi sono resa conto che lo scherzo che ti ho fatto è stato un po' grosso. Ho capito che con te ho esagerato. Spero riuscirai a perdonarmi, con affetto. La Natura.
2) Auguri tesoro, ogni giorno che passa si avvicina il momento del nostro incontro, non vedo l'ora di stringerti tra le mie braccia, a presto, La Morte.
3) In quest'occasione, porgendoti tanti auguri, ti ricordiamo di non usare tutte le candeline, bensì di avvalerti di un cero cumulativo. I Vigili Del Fuoco.
4) Auguri speciali per una persona veramente speciale. Me Stessa.

29 anni e non sentirli. Qualcuno direbbe che sono pochi. A me sembrano tantissimi. Sarà la vita, il lavoro, tutte le responsabilità che mi gravitano addosso...Ho l'età di una donna ma mi sento una bambina. E tutti gli oneri ed onori con cui mi incontro e scontro ogni giorno mi sembrano un gioco...già, gioco a fare la bambina grande. E sì che avrei tanta voglia di rivivere l'infanzia.
Tanti auguri.

lunedì 7 settembre 2009

Segnali stradali

"Eschiusmi, bitteschen; noio, volevon savuar l'indiriss.. ia?" - "E ma bisogna che parliate italiano perchè io non vi capisco" -"Aah, parla italiano! Complimenti! Senta: per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare... sa, è una semplice informazione." - "Se volete andare al manicomio vi ci accompagno io!" (da Totò, Peppino e la malafemmina)

Può capitare di dover andare da qualche parte e di dimenticare il navigatore... D'altra parte è una scoperta recente, quindi se non ne avete uno dietro, come diceva mia nonna, "si fa come facevano gli antichi".
Si narra che nel lontano 2000 d.C., quando non erano ancora diffusi i mezzi di navigazione GPS, gli antichi usassero muoversi mediante l'utilizzo di mappe rudimentali stampate su carta di cellulosa corredate da informazioni verbali, di solito inesatte, fornite da altri antichi oppure ricorrendo ad un sistema di localizzazione detto "cartello stradale". Stante la naturale riottosità alla richiesta di informazioni verbali, spesso quella del cartello stradale era la soluzione preferita. Per questo motivo importanti centri e luoghi di ritrovo erano soliti disporre lungo il percorso questi cartelloni contenenti informazioni utili al raggiungimento del sito d'interesse. Memori della propria storia e cultura, i due protagonisti di oggi, o meglio di ieri, hanno deciso di avvalersi del metodo di individuazione ottica per il raggiungimento del centro commerciale.
Primo cartello: "Centro commerciale Vispennoio a solo 4 km da qui!"
Tutti contenti, con un sorriso a 320 denti, procediamo per i 4 km che ci separano dalla meta agognata. A 500m dal presunto punto di arrivo, un secondo cartello " "Centro commerciale Vispennoio a solo 10 km da qui!". Il sorriso a 320 denti si riduce a 64, ma la speranza e la voglia di andare persiste seppur tarlata da qualche dubbio. Dopo un quarto d'ora, nascosto dietro una fratta, spunta giocondo un nuovo cartello "Centro commerciale Vispennoio a solo 4 km da qui!"
"ma non dovremmo essere arrivati?" "boh (si noti la mia prolissità nell'esprimere i miei dubbi)"
Continua la marcia, ormai il sorriso è tirato e limitato a mostrare una minima parte della dentatura.
Cammina cammina, giunsero ad un nuovo cartello "Centro commerciale Vispennoio a solo 3 km da qui!"
"ma non è possibile! avremo fatto 20km!!!" "boh" (si noti come sia coerente nell'esprimere i miei dubbi)
Siamo in marcia e continuiamo. Dietro la fermata di bus, ben nascosto, facciamo tana ad un nuovo cartello "Centro commerciale Vispennoio a solo 500 da qui!"
"altro che 500m, ci vorrà un secolo ancora!" "boh" (repetita iuvant)
Con la speranza ormai affievolita e con un sorriso così sottile da mostrare solo i nostri lunghi e assetati canini, cominciamo a piangere di gioia quando all'ennesimo cartello "Centro commerciale Vispennoio a solo 100m da qui!" vediamo in lontanissima lontananza il posto agognato! E' stato un viaggio duro e periglioso, ma alla fine siamo giunti. Ne valeva la pena. Soprattutto perchè abbiamo fatto un notevole acquisto pari a 2,50€ che è sicuramente valso il tragitto percorso. Vero???
Morale: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum