"Ciao! Quanto ti fermi????"
"Riparto domani, lunedì lavoro"
"Ah, peccato, non ci sei mai!"
Un sabato qualunque di un weekend qualunque, condizioni di cui sopra.
"Ciao! Quanto ti fermi????"
"Riparto domani, lunedì lavoro"
"Ah, peccato, non ci sei mai!"
Un sabato qualunque di un weekend qualunque, stesse condizioni di cui sopra.
"Ciao! Quanto ti fermi????"
"Riparto domani, lunedì lavoro"
"Ah, peccato, non ci sei mai!"
Un sabato qualunque di un weekend qualunque, ancora le stesse condizioni di cui sopra.
"Ciao! Quanto ti fermi????"
"Riparto domani, lunedì lavoro"
"Ah, peccato, non ci sei mai!"
Vigilia di Natale, tutto come sopra, repetita iuvant ma non troppo.
"Ciao! Quanto ti fermi????"
"ben 10 giorni, riparto dopo Capodanno!"
"Ah, vabbè...ciao"
"...."
giovedì 24 dicembre 2009
mercoledì 23 dicembre 2009
No fiori no ceri, solo opere di bene.
Una media di 10 ore di presenza ogni giorno.
Reperibilità sempre ovunque e comunque.
Ci sono regali che non hanno bisogno di commenti.
La stima che ne trapela è evidente.
...
...
...
riciclarmi un panettone, no?
Chi indovina chi mi ha fatto il regalo nella foto vince la spatolina a forma di uovo al tegamino!
Chi sa darmi una spiegazione sul regalo e l'attinenza con la mia qualifica e con il Natale vince la carta da regalo!
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lunedì 21 dicembre 2009
Ghiaccio
La sveglia suona ma non riuscite a tirar fuori la mano dalla coperta per riuscire a spegnerla. Vi esercitate in telecinesi e altre tecniche paragnostiche per riuscire a zittirla col solo potere della mente. Inutile.
Vi fate forza.
Il freddo malizioso pizzica le guance e scuote con tremiti intensi. L'aroma del caffè comincia a spandersi nell'aria. Con coraggio il pigiama cade in fretta, e più in fretta salgono i jeans e un pesante maglione.
Con un biscotto al cioccolato in bocca, infilato il cappotto vi fate coraggio e uscite.
Cade una pioggerellina finissima. La strada è ghiacciata e gli stivali sono armi improprie pronti a scivolare al primo passo falso. L'andatura è veloce anche se le dita dei piedi sono totalmente insensibili.
La macchina in lontananza è un cubetto di ghiaccio: un enorme ghiacciolo azzurro. Gusto puffo.
Armati di acqua e raschietto vi sentite una casalinga alle prese con un frigo da sbrinare. Il motore sbuffa in pesanti folate di gas di scarico. L'abitacolo è una ghiacciaia. Il volante rende presto insensibili le dita che sono gonfie e rosse. Il freddo lancia stilettate pungenti.
L'alito appanna internamente i vetri. Siete abbastanza coraggiosi ed incoscienti da guidare con il finestrino aperto. Il mondo è totalmente ovattato come se le nuvole si fossero condensate durante la notte in una brina gelata e si fossero adagiate su ogni parte del creato. Un manto gelato è ovunque i vostri occhi si posino. Signori e signore, l'inverno è arrivato.
Io non ci sto!
No. Non sto cercando d'imitare Scalfaro.Sono solo allibitallucinatasconvolta..
Programma tv del sabato mattina di Rai 2: previsioni meteo. Un allegro omino si aggiusta il papillon ed esordisce con:
"veniamo alle previsioni per l'Italia che, vi ricordo, è la forma di stivale al centro dell'immagine".
Senza parole.
venerdì 18 dicembre 2009
E'arrivato...
...finalmente venerdì.
Ora che sia venerdì, fuso orario di riferimento a parte, mi pare assodato. Sul "finalmente" ci sarebbe da discutere. Il terrore del week end si sta già impossessando di me. E se penso che sto per affrontare un week end prefestivo ho un timor panico così acceso che mi sembra di vedere il dio Pan saltellarmi sulla scrivania con tanto di zufolo in mano!
Si comincia sabato con la sindrome della casalinga disperata: spesa-lavo-stiro-cucino invocando la dea Kalì e le sue innumerevoli braccia, scansando via la polvere a suon di sbuffi e imprecazioni. TV a manetta su qualche programma idiota, roba tipo interviste a Vip e Vamp che in vita loro non si sono mai lavati un paio di calzini da soli, che raccontano della loro grama vita fatta di rinunce "sì" piange sconsolata la soubrette "quest'anno non farò il capodanno alle Maldive perchè ho ritrovato la fede e andrò in missione per beneficenza in un centro di recupero per ex calciatori a Saint Tropez". Niente come queste trasmissioni sono un valido sottofondo alle pulizie di casa. Riuscite a sentirle in maniera distratta ma non riuscite a prestarci così bene attenzione da andare a sfondare il televisore. Il momento più drammatico, al di là delle pulizie, secondo me, è la spesa. Per farla impiegate circa dieci minuti tra slalom giganti a colpi di carrello, spallate alla 'ndo cojo cojo, rubando il pane dai carrelli altrui per evitare di fare la fila al banco. Ma la fila non si evita mai perchè, ricordalo bene, furbetto del sabato mattina, prima o poi alla cassa dovrai arrivarci comunque...muhahuahuaha!
Già la cassa. Ho visto gente crescere, innamorarsi ed invecchiare nel mentre dell'attesa. Ricordo una donna che partorì prima del proprio turno e riuscì a portarsi a casa due bambini grazie ad una promozione del supermercato.
Vogliamo parlare anche per il giro per trovare i regali? vogliamo parlarne??? no, ho già il latte alle ginocchia che sta diventando yoghurt. Ora scusate, mi ritiro a meditare per prepararmi psicologicamente al weekend incombente.
giovedì 17 dicembre 2009
Giochi moderni
Viviamo nell'era del surrogato. E ci specializziamo in surrogati. Ricordo che qualche decennio fa, quando ero una bimba e correvo libera e felice per i prati, insegnavo a far riporto al mio cagnolone lanciandogli il mio bambolotto. Si chiamava come si chiamavo tutti i bambolotti a quei tempi: cicciobello. Era color rosa porco, aveva un ciuffetto di capelli di plastica biondo birra in testa, due simpatici occhi celesti asportabili dotati di tecnologizzatissime palpebre che si aprivano e chiudevano finchè non ci buttavi su terra che le faceva restare bloccate indefinitamente. Il corpo era tozzo e dotato di braccia e gambe asportabili. Nei modelli più sofisticati c'era anche il pistolino: da un foro osceno posto tra le labbra facevi entrare dell'acqua che usciva immediatamente dal grumo di plastica che idealmente rappresentava un pene. Insomma ce ne voleva di fantasia per giocarci ed immaginarlo come un bambino. E con la fantasia potevi farlo diventare qualsiasi cosa: un soldato ferito e sommerso di melma da salvare, un boomerang per il cane o una palla in mancanza di quest'ultima.
Beh, scusate ho avuto un'infanzia molto fantasiosa.
Oggi si vendono dei giochi che sembrano veri. Se entrate in un negozio sembra di essere nella nursery di un ospedale. I bambolotti sono identici ai bambini veri fin nelle minime rughe, fanno la pipì e la cacca e, sospetto, la facciano vera. Prendono i farmaci se stanno male, gattonano, parlano e addirittura fanno i primi passi. Se da bambina il massimo era avere un pentolino di plastica da riempire di terra per poi cercare di convincere un amico a mangiarne, ora ci sono dei mini forni a microonde, lavatrice e ferri da stiro. Presto arriverà sul mercato anche la donna delle pulizie giocattolo, ne sono certa!
Dov'è la fantasia?
Una domanda che mi riempe di tristezza. I bambini vengono privati del loro diritto ad immaginare attraverso dotazioni iperrealistiche. Da grandi i social network ci privano degli affetti reali perchè di quelli virtuali possiamo fruire quando e come vogliamo. Se è vero che ci avvicinano a gente che probabilmente non potremmo mai conoscere, è pur vero che ci allontanano da chi conosciamo già perchè il desiderio del nuovo, del diverso è sempre imperante.
E quindi continuiamo a circondarci di cose perfettamente finte. Compriamoci un cagnolino virtuale che non sporca e abbaia solo a comando. E un bel gattino che non si rifà le unghie sul divano? ma sì, facciamoci anche questo. E per i bambini più grandi c'è di meglio: donne e uomini di plastica identici se non migliori dei reali. Attendiamo con ansia che la tecnologia risolva il problema della loro passività. Amici a biffezze on line, ognuno con la sua storia da raccontare, finta anche lei come l'identità della persona che ci contatta, riempiono il nostro tempo. E fingiamo che tutto va bene. Anche la felicità si compra a buon prezzo.
Ma poi come lo si spiega ad un bambino che il latte non cresce nelle scatole ma scaturisce dalle mammelle rosee, morbide e calde di una mucca?
E se dico "lucciola" a cosa pensate?
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