martedì 31 agosto 2010

Buon Blogheanno

E' passato un anno da quando ho cominciato a scrivere qui. Senza troppa convinzione e senza nessuno scopo se non quello di continuare il diario cartaceo che già compilavo da anni. Va da sè che i contenuti sono diversi, che le vicende vengono raccontate in modo da non rendere riconoscibili i personaggi e che di tante cose che vorrei dire molte sono sottoposte ad autocensura. Quel che resta uguale di fondo è me stessa. In ogni pagina, nascosta anche dietro una virgola, ci sono io. Questo mi basta. Rilleggermi nel tempo mi aiuta a ricordarmi chi ero e la mia strada, ogni post è una briciola lasciata sul sentiero del tempo per riuscire a non perdermi nell'andare dentro e fuori di me. Grazie a chi passa e mi legge, a chi si ferma a scrivermi un commento e a chi i commenti me li fa di persona. Grazie soprattuto alle persone che ho avuto la fortuna di conoscere e che mai avrei potuto incrociare nella mia vita. Al prossimo anno.

lunedì 30 agosto 2010

Gente con la puzzetta sotto il naso

Mastrolinda è tornata. L'abbiamo già conosciuta qui, qui e qui.
“Uhm, che buon profumo!”
“Dici a me?”
“E’ un Bulgari vero? Lo riconoscerei tra mille, solo Bulgari sa fare delle opere d’arte come queste! Ce l’ho anche io, me l’hanno regalato al compleanno, per me sarebbe stato irraggiungibile! Come ti tratti bene! E’ davvero delizioso! Bulgari è sempre Bulgari, chissà quanto l’hai pagato!”
“Ehm…intorno ai 5 euro, o giù di lì, è un deodorante al the verde di una marca abbastanza commerciale…”
“Non è il mio Bulgari?”
“Ehm…no.”
“…”
Il suo sguardo schifato è valso più di mille parole.

domenica 29 agosto 2010

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, di Mark Haddon

Sono una persona compulsiva. Nei sentimenti, nel lavoro, nel cibo, nei libri e in ogni cosa mi riguardi da vicino.  L’amore per i libri nasce in passato lontanissimo da bambina disadattata. Ho letto nella vita tanti di quei libri che se li avesi comprati tutti potrei aprire agevolmente una libreria. Ho consumato i miei occhi su carta e inchiostro sviluppando una fantasia a volte eccessiva. Di quel che sono stati i libri per me e tutte le mie altre forme di compulsione non è ancora il momento di parlarne, ma dedicare un post per qualcuno dei libri che ho letto/sto leggendo/leggerò non potrebbe farmi male.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, di Mark Haddon, si presenta come un giallo dal titolo accattivante. Promette un’avventura simpatica e, nell’acquistarlo, sono certa di avere tra le mani un degno successore di Margherita Dolcevita. Niente di più sbagliato. E’ il diario di un bambino con una forma più o meno grave di autismo, con grosse difficoltà di relazione col mondo esterno. Leggendolo mi resta lo stesso senso di incompiutezza e di amarezza che ho provato leggendo “La solitudine dei numeri primi”. Forse entrambi i testi non sono tra loro estranei. Quello che doveva essere il giallo da risolvere è solo un fatto marginale alla storia che viene concluso nei primi capitoli. Il resto è il racconto, in prima persona, di una fuga, di tante domande che non riescono ad avere risposta. Nel suo candore, il giovane protagonista, sembra un po’ smontare le tante convizioni e convenzioni che gestiscono la nostra vita. Forse l’intento dell’autore era quello di mostrare che dietro l’autismo c’è una personalità pensante che, tra mille difficoltà, riesce ad ottenere quello che desidera. Quello che mi resta invece è un senso di frustrazione verso una famiglia sfaldata, l’incapacità di amare un figlio nella sua eccezione, la rabbia che domina gran parte dei personaggi primari. Quasi sicuramente quello che riesco a percepire dal libro è condizionato dalla mia storia e mi soffermo su particolari che mi toccano personalmente, probabilmente letto da una mente scevra da ogni pregiudizio l’opinione sarebbe decisamente benevola. Nel mio piccolo, lo consiglierei solo perché rappresenta una finestra isolata sul mondo degli emotivamente dissociati. Per adulti e bambini, soprattutto.
"Qualche volta quando mi trovo in un posto nuovo e ci sono tante persone intorno è come e il computer andasse in palla e devo chiudere gli occhi e mettermi le mani sulle orecchi e comincio a gemere, che è come premere CTRL + ALT + CANC  chiudere tutti i programmi e spegnere il computer e riavviare in modo da ricordare ciò che sto facendo e dove devo andare."

venerdì 27 agosto 2010

La rivolta della tecnologia

Più volte ho qui ribadito che, nonostante la mia professione, la tecnologia ha un ruolo marginale nella mia vita. Gli unici ammennicoli elettronici che posseggo sono di mia proprietà solo perchè mi risultano utili e non potrei farne a meno. Insomma...difficilmente mi vedrete in una fila chilometrica all'alba per comprare l'ultimo sturapenne costosissimo della Apple (tanto per citarne una, per me sono tutte uguali).
A volte capita che la mia esigua scorta elettronica si ribelli creandomi problemi non proprio irrilevanti. Accade in questi giorni contemporaneamente:
  • quando sono a casa il blackberrie si incarta su se stesso e prende un minimo segnale di vita che gli consente di ricevere telefonate ma non permette la conversazione a meno che non ci si metta in un angoletto del giardino adiacente quello del vicino. Immaginate cosa vuol dire svegliarsi e correre in mutande per rispondere ad una chiamata? 
  • il mio Asus X61Z, 'tacci sua, ha deciso di interrompere improvvisamente il suo funzionamento impedendomi di accedere al lavoro svolto nelle settimane precedenti. Il motivo: sconosciuto. Le conseguenze: inimmaginabili. La reazione: per ora solo improperi, ma conto di passare presto alla violenza fisica.
  • il decoder e l'antenna condominiale hanno divorziato privandomi dei programmi rai e proponendomi una curiosa versione di Italia1: alcuni film e telefim sono trasmessi in lingua originale. Come avvenga ciò mi è ignoto ma concilia facilmente il sonno vedere un filmetto americano con qualche squinzia che ciancica un "It's americanboi! awanagana!". Mi ricorda tanto Alberto Sordi! 
Io non so cosa vi ho fatto, vi chiedo scusa se qualche volta vi ho disdegnato per un libro. Vi prego, riprendete a funzionare!

mercoledì 25 agosto 2010

E ancora parla...

“Sei sicura di aver inviato  il documento?”
“Sì sì, ho passato tutto il pomeriggio a scansionare”
“…namo bene…”
“eh?”
“ok, hai scansionato. E poi l’hai inviato?”
“certo, dodici pagine!”
“vabbè, le avrai riunite in un unico file!”
“no, non so come si fa!”
“vabbè... Comunque volevo avvisarti che il tuo file non è arrivato, hai visto le dimensioni che aveva?”
“Sì, tanto erano solo delle paginette!”
“Insomma, 307MB a paginetta!”
“Mica è tanto, guarda il file che ho inviato ieri: 408KB!”
“Quindi?”  .. devo smetterla di fare queste domande...
“Se è arrivato quello da 408 figurati quello da 307!”
“Ma che dici, uno è in mega e l’altro è in kilo!”
“….”
“Un kilo entra mille volte in un mega!”
"Lo so!!" te pareva che diceva che non lo sapeva...

Due minuti dopo:
“Perché hai modificato il mio file?”
“Perché era sbagliato, avevi saltato dei giorni di annotazione”
“NON è POSSIBILE!!!” eccola là…
“Ti dico di sì, se vedi bene ho lasciato il file fatto da te senza modifiche e io ne ho fatto un altro
in modo che puoi notare la differenza”
“Sono uguali!!!” Santa Cecilia, aiutaci tu!
“Insomma,guarda bene!”
“Entrambi vanno dal 12 al 30!”
“Eh, no, il tuo va dal 12
“Al 30!”   'tacci tua, famme risponde!
“No! Va dal 12 al 16 e poi dal 23 al 30!”
“Non è possibile!”
“Guarda!”
“Non è possibile!!!”

Ossignur, è passata solo
mezz’ora da quanto è arrivata e già mi sento la bile in gola.

martedì 24 agosto 2010

Show must go on

Driiiin Driiiin Driiiinnnnnnnnnn
"Società Melacantoemelasuono...buongiorno"
"Sono Tizia di Olavaolaspacca, voglio il codice dell'allarme"  grazie per il buongiorno, truzza.
"Ehm, Signora Tizia, deve contattare il responsabile per il codice dell'allarme, quando abbiamo attivato il sistema satellitare vi abbiamo dato il suo numero per le emergenze..."
"Lo so, ma lui non risponde al telefono quindi lo chiedo a lei, ha pochi minuti per rispondere." Ecco, questa cerca rogna...
"Senta...io non ho il codice dell'allarme in tasca, abbia la pazienza di cercare il responsabile. Tra l'altro, se non erro, il responsabile dovrebbe essere presso la vostra officina con il mezzo allarmato..."
"Lo so, è in magazzino."  uhm, ci fai o ci sei?
"...allora perchè chiama me? "
"Questa è la procedura. Basta, lei non ha il codice quindi riattacco e avviso le forze dell'ordine per mezzo allarmato"  
Click.

Brava, chiama le forze dell'ordine e attiva la procedura di furto visto che c'è un mezzo allarmato. Ricordati di specificare che tale mezzo e il responsabile dello stesso sono nella tua officina e che stai chiamando perchè questa è la procedura. Chissà se esiste il crimine di eccesso di leggittima imbecillità.

Apatia portami via

Ci sono quei giorni che iniziano solo per farti avere il desiderio di vederli finire. Ti svegli al trillare fastidioso del cellulare. Il cellulare aziendale, 'azzo!
"Come va? bentornata!"
"...non sono tornata...sono in ferie fino a mercoledì..."
"..."
"..."
"Ci sarebbe una cosa urgente..."
Un giorno faranno dei telefilm su di me, qualcosa tipo E.R.tutto un corri-corri e sbrigati sbrigati. Il cellulare sempre acceso, il suo trillare molesto che ti violenta le meningi mentre tu, disperata, ti chiedi chi te l'ha fatto fare. Non era meglio fare l'estetista?