lunedì 28 novembre 2011

Appello alle donne in crisi ipotermica

Alura, adesso ci sediamo comodi e ne parliamo. Siamo qui ad affrontare uno dei grandi problemi dell’umanità, di natura pissicologica, energetica e fisica.
Esempio di come si veste una donnina
in inverno. Gran bel vedere ma,
minchia che freddo! A meno che il
silicone sia isotermico...
Signore mie,  va bene che con l’estate si va in giro con tutta la mercanzia all’aria che, si sa, la pubblicità è l’anima del commercio, e quindi è cosa buona giusta, soprattutto se si è nubili in un’età che rende acide come lo yoghurt scaduto e rugose come una prugna secca dal potente effetto lassativo, esporre quanto di lussurioso madre natura ci abbia fornito; va bene che, come insegna il fruttarolo sotto casa, non si può vendere la frutta senza mettere in mostra pere e mele e quindi si va un po’ tutte col reggiseno così imbottito in grado di trasformare due punture di zanzara in due meloncini maturi;  va bene che fa caldo e quindi magliette e camicie hanno uno scollo inguinale; va bene tutto, non si dica che sono qui a sindacare sul modo di abbigliarsi delle donnine ipotettute in cerca di un compagno secondo il redditometro corrente.  
Esempio di abbigliamento di
donnina che avendo freddo
si copre senza costringere il
mondo a darsi fuoco per scaldarla
Il mio appello, signore mie, è rivolto al vostro abbigliamento invernale! Non potete ignorare l’abbassamento della temperatura di oltre 20° continuando a (s)vestirvi con straccetti in grado di coprire solo la zona che va da sotto al capezzolo ad appena sopra la patata. Fa freddo, signore mie! Copritevi! Non potete girare col toppino per gli uffici, la gonna girofica, lo stivale che manco il travestito sotto casa metterebbe, e poi girare per le stanze chiedendo se fa effettivamente freddo. Sì, fa freddo! Ve lo giuro! Freddo freddo! Per questo ci si copre! Provateci, vi prego!
Non accanitevi sulle caldaie e sui relativi tecnici che, abbagliati dal vostro sorriso verticale (cit. Gallo Cedrone ) porteranno la temperatura dei caloriferi ai 200° all’ombra. Non è possibile che per farvi garantire il vostro status di diversamente vestite, io donna tettuta maglioncino dotata, debba sudare manco fosse metà agosto.
Aprire la porta di certi uffici è come aprire il forno acceso e venire investiti da una folata di calore che vi brucia l’epidermide superficiale. Si entra in ambienti che cercano di riprodurre climi tropicali, le palme crescono copiose, c’è gente che accende il ventilatore cercando di sopravvivere alla fornace. Solo voi, signore mie, girate ticchettando sui tacchetti a spillo e le tettine ballonzolanti, con magliettine traforate e minigonne, dicendo “Tu non hai freddo? Qui si gela!”

Si noti il disapputo

venerdì 18 novembre 2011

Misteri misteriosi

Ormai è una settimana che mi è arrivata questa e-mail dal un indirizzo del tipo* concettina1967@libero.it:
“Ciao Dangiiiiiiii!!! Allora cm va??? Qui e bellissimo!!!!  ;) si lavora e si vedono realtà davvero inimmaginabili.... MI mancate tanto un bacione!!! Non vedo l ora di raccontarci tutto!”
La prima domanda che mi sono posta è stata: chi cazz’è? io manco c'ero nel 67...
La seconda: per scrivere il mio nome vuol dire che mi conosce…o è spam?
La terza: chi cazz’è?
La quarta: chi è che conosco che scrive senza accenti e apostrofi?
La quinta: chi cazz’è?
La sesta: conosco qualcuno che si chiama concettina e ha circa 44 anni???
La settima: chi cazz’è?
L’ottava: perché parla al plurale?
La nona: chi cazz’è?
La decima: do’ sta questa a vedere ste realtà inimmaginabili???

Al momento sono combattuta tra l’ignorare l’email e cancellarla spedendola nel mondo dell’ignoto dove vanno a finire tutte le pubblicità telefoniche, dimagranti, di cosmesi e di pillolone rinvigorenti per il pene che non ho, oppure risponderle, falsa come una moneta da 3 euro, scrivendole:
“Ciao!!! Quanto mi sei mancata! Come te la passi lì in quel luogo di cose inimmaginabili??? Raccontami tutto!!!”

Si accettano suggerimenti.

*il nome concettina è un nome di fantasia

mercoledì 9 novembre 2011

Futurare

Partiti da zero, ci abbiamo provato molto in questi anni ma, onestamente, non ho mai creduto pienamente che avremmo potuto farcela. Mi dicevo che avremmo dovuto accontentarci di quello che le nostre scarne possibilità ci avrebbero consentito. In fondo, come si dice, si inizia con due cuori e una capanna…
Poi, improvvisamente, la capanna è diventata 4 muri.
Pian piano, dopo due anni di ricerca, ho trovato delle mura non certo disprezzabili… Ricordo quel giorno in cui, più per abitudine che per altro, siamo andati all’ennesimo incontro con l’agente immobiliare… Le imposte spalancate, il sole esploso nelle stanze dai muri colorati, la bellezza dell’ambiente frutto dell’amore di chi l’aveva custodita negli anni, un piccolo giardino in cui far scorrazzare i miei cani (al momento solo virtuali). Ricordo che ci guardammo negli occhi e ci dicemmo: la vogliamo!
Da allora sono passati mesi, discussioni, email di proteste, sfiducia alternata a momenti di euforia.
Oggi una montagna di firme, un debito spropositato per i decenni a venire, due nuovi amici e…
Casa mia. Casa nostra.

martedì 8 novembre 2011

Pensieri penseriosi

Lo so che ultimamente le mie sortite su queste pagine si sono fatte rade come foglie d’autunno sugli alberi. Sono un po’ confusa, presa da un groviglio di decisioni importanti. Signori, qui si fa la Vita o si muore!
Conto di tornare domani,  sedermi comoda su questa sedia scomodissima, ammorbidita dal mio deretano a tre piazze, tisana rilassante fumante tra le mani, a raccontare di cos’è che sta accadendo in questo pastrocchio di reality show che rappresenta la mia esistenza.
Vi lascio alla sera con un arrivederci cordiale.
A domani.

giovedì 27 ottobre 2011

Rin TRONY ati

Notizia di oggi:
La danno gratis, venite tutti!!!!


Oh, mio dio! Il gratta culo elettrico in offerta! Devo averlo!!!
(Ansa)
Andiam andiam! Andiamo a comprar!
Metti che viene 'na carestia e restiamo senza cazzi e mazzi elettronici, che figura famo?!
Vuoi mettere a fare la fame senza il televisore in alta definizione?
C'è crisi! Se non mettevano le offerte mica potevo comprarmi lo spremiagrumi elettrico, la quarta televisione, il diciottesimo cellulare e il vibratore elettrico! Co' sta crisi non si vive più!
Eh, governo ladro!
Iphone a 500€! Che regalo!!! Sto mese non pago l'affitto ma me lo compro! Non posso sopravvivere senza!!! 

(Ansa)
Io ne voglio sette!!!! Uno per me, uno pe' nonna, e l'altri 5 pe' i chihuahua!


(Ansa)
"Ma te l'hai trovato il pestammerde elettrico?"
"No, era finito, peccato! Dovrò usale le scarpe come al solito"
(LaPresse)
"Aho, ma che è tutto sto bordello? Ma che è successo???"
"Boh! Non lo so! Ma se ce vanno tutti, vado pur'io!!!!"

(Ansa)
"Ma che è tutta sta gente??? Ma che state annà a protestà sotto al governo pe' la pensione e i licenziamenti?"
"None, stamo a svotà er negozio! Oggi hanno accreditato lo stipendio direttamente sul conto der negozio!!stamo a fa girà l'economia!!!! "
(Foto Jpeg)
Sarà che fate girà l'economia ma a noi ce state a fa girà le palle!


MORALE DEL GIORNO:
Nota le differenze:
(LaPresse)      




domenica 23 ottobre 2011

'fancul post


Lo so, sono monotona ma io questa cosa del lutto collettivo non riesco a digerirla. Muore uno famoso e tutti giù con un'ipocrisia che fa venire i brividi. Muore un disgraziato di un operaio in cantiere e la notizia, se fa notizia, è un trafiletto in un giornale usato per pulire la lettiera del gatto.

Oggi è morto Simoncelli. Posso capire che possa dare dispiacere l'evento, ma leggere di gente disperata che pubblica su Facebook frasi al limite della comune decenza in cui annuncia lacrime calde, lutto profondo e nottate insonni in sua memoria mi fa rabbrividire. Quand'è che siamo diventati così ipocriti?
Possibile che siano i mass media a gestire le nostre reazioni? 
Se a qualcuno fosse sfuggita la cosa, c'è stato un terremoto in Turchia. Una robetta da un migliaio di morti. Certo morti anonimi e nemmeno italiani... ma, cazzo, che esseri stiamo diventando???

Io non sono così. Io mi rifiuto di essere così.

martedì 18 ottobre 2011

La mia banca è (in)differente

La mia banca è (in)differente.
Lo dico un po’ spesso ultimamente. Mi rendo conto che nel mondo ci sono più teste di minchia di quanto credo. E sì che sono una persona che ha una visione della vita alquanto pessimistica. Venire smentiti anche sulla minchionaggine della gente è molto sconsolante…
Io odio la mia banca. Sono un grumo di sconclusionati omunculi che sono in grado di accendermi una gastrite nemmeno avessero l’accendino e io fossi fatta di benzina. Parliamo due lingue diverse e non mi riferisco al loro burocratese contro il mio stentato italiano…
Tralasciando gli episodi del passato che già da tempo mi hanno fatto meditare una scenografica chiusura del conto con tanto di urla e messa a fuoco dei loro uffici, vi racconterò degli ultimi disservizi che, dio voglia, saranno gli ultimi nel senso letterale del termine.
Questa estate, approfittando delle ferie di agosto, sono andata nella mia filiale e ho chiesto l’attivazione del sistema di relax-banking. Ho spiegato all’addetta - dopo aver fatto un’ora di anticamera ascoltando sta tizia che si metteva d’accordo per il mare con qualche amico all’altro capo del telefono – che non avevo la possibilità di fare bonifici dalla filiale, ma mi occorreva la comodità di poter fare movimenti in qualsiasi momento in quanto stavo per comprare casa e, da un momento all’altro, avrei potuto dover versare una caparra confirmatoria. La tizia pare comprendere ciò che le dico, mi da la Chiave per l’accesso on line, ci salutiamo e me ne torno felice a casa. Felice si fa per dire. Lo stesso giorno mi torsi un piede e zoppicai per tutte le ferie, ‘tacci loro!
Passano le settimane e arriva il momento di caricare il nuovo conto che mi sono aperta nella banca che mi erogherà il mutuo. Mi collego, attivo la chiave e….
…utente non abilitato.
Nel mia testa qualcosa si incrina, saltano le ultime rotelle e sclero. Comincio a schiumare dalla bocca come un cane rabbioso e a lanciare improperi tali che, la mignotta che si prostuisce sotto casa, si è imbarazzata ed è scappata via.
Alle 23.30 scrivo un’email al responsabile della mia banca. Vi dico solo che la prima frase è stata “Buonasera Sig. XXX, faccio fatica a scriverle quest’email cercando di mantenere toni calmi e civili”. Se i toni siano rimasti calmi e civili non saprei dirlo, so solo che l’indomani il tizio mi ha chiamando scusandosi, attivandomi subito il servizio e ampliandomi la disponibilità di versamento. Mi disse anche che, visto che l’importo del bonifico era abbastanza importante, sarebbe stato preferibile che andassi in una filiale a me vicina. Io accettai e lui mi chiese di comunicargli in quale filiale sarei andata di modo da agevolarmi la pratica.
I giorni successivi, una settimana fa, gli mando un’email con tutti i dati della filiale che ho scelto e gli chiedo conferma per poter effettuare l’operazione. Non mi risponde. Oggi gli mando un’altra email chiedendo sollecita risposta. Mi chiama:
“Non si preoccupi! E’ tutto a posto! Se le facessero problemi le lascio il mio numero di cellulare, ma non si preoccupi,  è tutto a posto! Non si demoralizzi!”
Demoralizzarmi io? Figuriamoci. Arrivo in filiale, vado allo sportello, chiedo di fare il bonifico e l’addetta per poco non si scapicolla per terra dalle risate. Vista la mia insistenza, si altera e mi dice che non è possibile fare un bonifico oltre i 5mila euro senza autorizzazione dalla banca in cui è stato aperto il conto.
“E’ la circolare n. 434980163413684163426!”
“Senta, ha chiamato il responsabile della mia banca, ha detto che ha autorizzato!”
“No no, qui non c’è niente, la circolare parla chiaro!”
Partono bestemmioni in sottofondo “Chiamiamo il responsabile della mia banca!”
“Io non chiamo nessuno, al più ci chatto!”
“Ma che chatta! E se non è al pc? Chiamiamolo, ho anche il n. del cellulare!”
“Ora ci chatto! Ah, non è alla postazione…”
Nel mentre avevo già avviato la chiamata, il tizio risponde “Pronto?”
La mia voce è indefinita, quasi telegrafica: “Signor XXX. Sono in banca. Non c’è l’autorizzazione. Parli con l’addetta allo sportello. RISOLVA.”
Segue scambio di parole su sta cazzo di circolare. Scoprirò che il mio responsabile la ignorava. I due contrattano. Il cellulare torna tra le mie mani, il responsabile ha la voce che trema, forse teme che gli ripeta al telefono quello che gli ho scritto nell’email: “Non si preoccupi, domani è tutto risolto! Non è colpa mia, io ho inviato l’autorizzazione ma è la banca in cui è andata che non ha il collegamento”
“Le dico solo che martedì quei soldi devono stare sul conto del beneficiario”.
Click.
Prima mi stupivo quando leggevo notizie su gente comune che, all’improvviso, in un raptus di pazzia, si armava  e andava in giro facendo una strage. Non è pazzia ma fine dell’eccesso di legittima sopportazione.