sabato 31 ottobre 2009

Cave canem


Cosa c'è di più crudele e sadico dell'avere la possibilità di creare qualcosa a proprio piacimento e decidere di fare un finocchio con 9 Kcal per 100g e una cioccolata con più di 500...
Che il Creatore fosse vegano lo sospettavo già dal tempo in cui mi raccontarono che si arrabbiò di brutto per il furto di un frutto.
Frutto che, mangiato, diede la consapevolezza della nudità.
E di lì seguì tutto l'amba aradan che ci porta alle quotidiane psicosi. Aperti gli occhi alla nudità, l'uomo si accorse del potere della patata, mentre la donna scoprì la cellulite e dannò la sua esistenza, di generazione in generazione, in una lotta costante contro i grassi.
Morale della favola: certi alimenti costano un'ira di dio.

giovedì 29 ottobre 2009

Parquet, parce que...



Sono giorni, tanti giorni, troppi giorni che ti aspetto.
Ogni giorno sei per strada, stai girando l'angolo, stai lì lì per arrivare, stai salendo le scale e poi o smetti di rispondere al telefono oppure disdici causa impegni improvvisi e inderogabili.
Solo ieri sera avevi giurato e spergiurato che saresti venuto alle 8. Te l'ho chiesto se eri sicuro. Ti ho detto che per me era un problema esserci alle 8 ma che se mi assicuravi che saresti venuto io ci sarei stata. Hai risposto quasi risentito "certo che ci sarò!"
E certo che non ci sei stato, 'tacci tua.
Ti ho chiamato alle 9 e stavi parcheggiando...alle 10.30 hai citofonato. Io ti ho guardato come una Medusa incazzata e ti ho sibilato "Meglio che non ti dico nulla..." e tu, beffardo finto imbarazzato, hai risposto: "meglio di no".
Sei salito e dopo mezz'ora che grattavi il parquet mi hai detto: "mi assento mezz'ora, ho dimenticato un arnese e devo andare a prenderlo in cantiere. Mezz'ora e sto qui."
E ovviamente non ci sei stato, ari'tacci tua.
Alle 13 ti ho chiamato e "Ti dico solo che tra mezz'ora vado via e che hai ancora i tuoi attrezzi qui. E il lavoro da finire ovviamente". Tu sorpreso hai biascicato un "Ok".
Sei arrivato dieci minuti dopo con tuo figlio dicendo che avevi avuto un lavoro urgente in cantiere. Credi davvero che anche solo uno dei miei neuroni possa credere che in cantiere con te c'è anche tuo figlio di, diciamo, circa 7 anni a voler essere generosi.
Non crederci e lavora. 'tacci tua.

martedì 27 ottobre 2009

Vuoti a perdere

A volte ci ripenso, sai? Quante risate che ci siamo fatti. Ricordo le lacrime agli occhi per il troppo ridere, i denti in mostra, gli occhi lucenti. Gli addominali sussultavano come mai nessuna palestra era stata in grado di fare.
Se chiudo gli occhi e mi concentro bene mi sembra di rivederti: la testa appena rovesciata mentre l'allegria esplodeva improvvisa e tu tentavi di dire, soffocando nel troppo ridere, "Scema!" che era un invito non certo velato per dirmi "Ancora!".
Poi qualcosa è cambiato. Un che d'indefinibile. Come fanno le foglie quando stanno lì verdi e lucenti e, d'improvviso, decidono di vestirsi d'oro e lasciarsi andare al vento. E così tu.
Hai indossato una maschera insolita - o forse hai solo tolto quella che io conoscevo - un bel mantello dorato cosparso di stelle e hai preso il primo vento che passava di lì. Ricordo che per un po' abbiamo fatto finta di nulla. Non capivo se fingessimo di essere quelli di prima o recitassimo male il nuovo ruolo. Scusami ma i ricordi più recenti sono abbastanza confusi, un fumo di occhi occhi spenti, di sorrisi tirati. La mia memoria non è più quella di una volta, tende a dimenticare. Sopratutto quello che fa male.

lunedì 26 ottobre 2009

Professione trottola


Sono sempre in giro, sempre in corsa dietro qualcosa.

Come  una qualsiasi trottola di buona famiglia,  appena posso ciondolo pesantemente e, appesa la cordicella al chiodo, mi concedo lunghi periodi di rilassatezza e apatia. Finchè...
Finchè qualcuno non ricorda che oltre a rotolare sono in grado di girare vorticosamente attorno me stessa e di produrre a basso costo gesta che hanno del miracoloso. E quindi via di cordicella e ricomincio a roteare furiosamente per la città, per gli uffici, tra le persone...
Ammetto che sotto pressione riesco a produrre molto ma non posso negare che i periodi in cui cerco di recuperare le forze diventano sfiancanti, più di quelli lavorativi. E con questa mia, vengo qui a chiedere  perdono per la lunga assenza. Abbiate pietà di questa nottolina di legno che gira gira gira e si ferma solo per far girare le OO a chi le sta intorno.

mercoledì 21 ottobre 2009

CULtura

Ci sono nel creato cose così perfette e meravigliose che non è difficile capire lo sviluppo del panteismo e del concetto della dività in generale. Immaginate la perfezione di certe forme. La mia preferita è quella tonda e le sue infinite derivate. Immaginate una sfera: non ha inizio e non ha fine, non ha un orientamento, nessuno spigolo o vertice o chicchessia. E' tonda e basta. E pensate a tutte le cose rotonde che conoscete. Non vi danno un senso di sicurezza? Una palla, una mela, la luna.
Il concetto di tondo, per me, si associa sempre al concetto di sostanza. Se penso alla sfera immagino un qualcosa di corposo, di sostanzioso, di sodo. Penso infatti, complice il programma tv altamente cul-turale che sto seguendo mentre scrivo, alla perfetta sfericità di quel che vedo. Mi commuove vedere l'immagine cara a molti di questa rotondità infinita. Dilungo il pensiero e gli occhi su cotanta perfezione e penso a colui che ha permesso questa creazione: armato di un compasso virtuale ha disegnato il magnifico profilo, l'ha plasmato e l'ha posto lì al centro dell'universo degli uomini che hanno passato e passano la loro esistenza estenuati al desiderio di conquistarne sempre di più il territorio. Cacciati dall'Eden per un morso al pomo peccaminoso e destinati a perpetuare la bramosia della conquista e della conoscenza. Cosa non si farebbe per una bella fetta di culo.



Polvere di st@lle

Il tempo è fuggevole. Mi accorgo che i giorni passano silenziosi. Mi sembra di vivere in una dimensione ovattata in cui rimbalzo senza raccogliere mai nulla di fermo. A volte mi sento come se stessi buttando via qualcosa senza riuscire a definire bene cosa.
Le parole si accavallano sui pensieri che escono arzigogolati. Le dita inciampano sulla tastiera e la lingua si perde dietro il flusso di pensieri, parole ed omissioni che vorrebbero uscire. E' come se volessi sviluppare un algoritmo complesso con un computer imperfetto. Non riesco a star dietro a tutto quello che mi frulla nella testa e si shakera nel cuore.
Oggi è stata una giornata impegnativa sul lavoro, alle 6.30 ero già in ufficio. Mi ha telefonato mia madre e mi ha chiesto se ci dormissi in ditta. E per un attimo ho pensato: "perchè no?"

lunedì 19 ottobre 2009

A volte ritornano...ma anche no!


In questi giorni ho avuto molto da fare, tornavo a casa la sera esausta e non sono riuscita a dedicarmi i "miei dieci minuti" che mi portano qui a blaterare un po'. In compenso mi sono dedicata ad una tavoletta gianduia con nocciole interne del Piemonte.
Il tempo sembra sfuggirmi dalle dita come polvere finissima di una clessidra. In compenso la sfiga sembra avvolgermi come la cacca pestata di un cane il cui lezzo accompagna la scarpa infausta passo dopo passo.
Stamane mi sono svegliata alle cinque per andarmi a guadagnare qualche soldino...e solo due ore dopo lasciavo mezzo stipendio per strada: un camion ha perso un ciottolo che si è spiaccicato sulla mia povera macchinetta lesionando malamente il parabrezza. A causa delle condizioni del traffico non sono riuscita a fermare il mezzo e pare che, nonostante abbia preso il numero di targa, ho poche chance di ottenere il riconoscimento del danno.
Preventivo per la sostituzione: esattamente metà del mio stipendio. Bel colpo!
Per la prima volta in vita mia, mi si è chiuso lo stomaco. Sarà l'effetto della mancanza di fondi per la sopravvivenza per i prossimi giorni? chissà! alla bilancia l'ardua sentenza.

N.B. Nonostante le condizioni avverse oggi ho messo un'altro mattoncino sul mio progetto, sul nostro progetto. Chi l'ha dura la vince. E io ce l'ho dura...la testa.