mercoledì 7 settembre 2011

Anche gli angeli mangiano fagioli

Questa non ve la volevo raccontare che, si sa, non è che uno deve dire proprio tutto tutto…ma poi ti viene da pensare: se non lo dico nel blogghe in cui sono anonima dove altro dovrei dirlo? Beh, anonima…si fa per dire, quasi tutti quelli che mi conoscono sanno del blogghe ma è anche vero che tutti quelli che mi conoscono e sanno del blogghe non verranno mai a rinfacciarmi una cosa del genere. Credo.
Ho ripreso il lavoro da così tanto ormai che già sono stufa. Ho una nuova collega ma di questo sparlerò la prossima volta. Veniamo a noi: voi, sinceri sinceri, cosa fareste se vi capitasse di scoprire che un vostro superiore è un petomane seriale??? Eh??? Che fareste???
Vi verrebbe da ridere se mentre vi sta cazziando che “no, no, questa relazione proprio non va!” gli partisse una pernacchietta anale all’aroma di chihuaua stantìo?
Riuscireste a restare seri se vi passasse accanto lasciando nel corridoio una scia di eau de toilette, dove per toilette si intendono i cessi pubblici della stazione termini prima della ristrutturazione?
Ce la fareste a restare impassibili quando, dall’altra stanza, inutilmente mimetizzato dal clangore della fotocopiatrice scarrupata, risuonasse uno sprooooot di quelli epici, di quelli che oltre ad essere di natura gassosa ti fanno temere in una pericolosa emissione solida?
Dite la verità, ci riuscireste?

Modalità maschera di cera: attivata.

martedì 6 settembre 2011

Apatia: me pari mi' zia

Tre settimane di ferie sono troppe, diciamoci la verità: si perde l’abitudine alla sveglia forzata, alla colazione lampo, alla vestizione automatica, al bagno occupato, al traffico, ai clacson, ai furbetti, ai rompicoglioni, al telefono perennemente trillante, alle proteste, alla stampante che non stampa e al computer che non computa. Io proporrei una settimana di lavoro e una settimana di riposo. Basta coi ponti e con le ferie lunghe. E’ una settimana che ho ripreso a vegetare a questa scrivania e ancora non riesco a connettere col mondo. Il telefono squilla e io gli ringhio contro “ ebbbasta!”.Il citofono trilla e “chi è???” detto con voce arcigna da far impallidire la strega di Cenerentola. Il capo urla e “Sì, sì, ora lo faccio…ecco, proprio ora…”. La nuova arrivata che chiama in continuazione perché, giustamente, avrebbe bisogno di affiancamento e io, per avere un po’ di pace, la spedisco alla posta o a comprare materiale di cancelleria. Insomma, sono tornata più bbbestia di prima. Bbbestia da leggersi con la B più dura che siete in grado di produrre al fine di identificare al meglio il mio grado di beceritudine.
Chiunque arrivasse qui mi vedrebbe con la palpebra socchiusa stile “non mi sono mai svegliata da tre giorni a questa parte”, vestita tanto per vestirmi, con abbinamenti improbabili degni di qualche stilista cieco, unghie mozzicate dalla noia, smalto scrostato che non conosce estetista, capello arruffato modello “domani mi pettino, fidati”, sandalo stile tristezza, il primo reperito ravanando nella valigia ancora da disfare.
Nemmeno nei periodi di iper-lavoro mi ero mai ridotta così. Mi sento la brutta copia della mia brutta copia: una fotocopia sbiadita, una carta di caramella appallottolata, una cacca di cane pestata.
Signori, sono tornata. 
 
P.S. sconsiderando che anche l'anno scorso scrivevo una roba di questo tipo vuol dire che è proprio fisiologico. Si vede che ad agosto accumulo tutta la beceritudine che poi rilascerò gradualmente durante tutto l'anno. 'namo bene.

mercoledì 31 agosto 2011

Auguri blogghe!!!

Perchè two is megl' che one.

mercoledì 17 agosto 2011

Aggiornamenti per i fedeli lettori

Quest’anno pur avendo un trilione di cose da fare, abbiamo chiuso prima l’ufficio. E per un periodo più lungo.
Il giorno prima della chiusura avevamo sottoposto a colloquio una ragazza. Normale. Senza segni apparenti di schizofrenia o, quel che è peggio, di logorrea. Ci ha conquistato quando ha detto: “Io ho bisogno e voglio lavorare”. Io e il capo l’abbiamo abbracciata virtualmente e l’abbiamo accolta nel nostro staff.  Appuntamento a settembre. Che dio ce la mandi buona visto che bona lo è già!
Era un mercoledì, non lo dimenticherò mai. Il capo è entrato in stanza urlando: “Ci ha detto sì!!!! Festeggiamo! Sbaracchiamo tutto!”
E così, alla bell’e meglio, abbiamo spento i pc, allarmato porte e finestre, ci siamo salutati frettolosamente e… ognuno per la sua strada. Non abbiamo inviato nemmeno un avviso che saremmo stati chiusi. Sti cazzi.
Mai successa una cosa così.
Quando Sfortunella l’ha saputo si è arrabbiata furiosamente. Pensava che, con la sua (di)partita, avremmo supplicato per un suo ritorno, che saremmo rimasti chiusi per recuperare gli arretrati e altre scene simili tratte dai film mentali che è solita farsi. Invece io mi sono fatta un mazzo a tarallo* e pur avendo accumulato lavoro arretrato, mi sono meritata delle ferie e un premio extra di produzione. Lei l’ha saputo e ce l’ha con me. Come se le avessi fatto un torto. Forse dimentica che è stata lei ad andarsene. Forse nella sua idea di “amicizia” avrei dovuto soccombere al lavoro affinchè il capo la supplicasse…boh, non voglio entrare nelle sue elucubrazioni mentali. Ho già le mie a cui pensare.
Insomma, le ferie non sono iniziate sotto i migliori auspici e non sono proseguite nel migliore dei modi:
  1. Sfortunella ha rotto i coglioni, giusto per usare un francesismo
  2. Il primo giorno di ferie mi è venuto un mal di denti che avrei ucciso qualcuno se avessi potuto. Spero che i soldi che ho dato dentista vengano utilizzati per l’acquisto di supposte di glicerolo
  3. Passato il mal di denti, mi sono storta un piede su una passerella per i disabili. Vorrei chiedere al comune se la passerella è per favorire i disabili o per rendere disabile chi la percorre
  4. Uscita fuori a cena, ho bucato e ho litigato con un senegalese che voleva aiutarmi a sostituire la ruota ma a modo suo mentre io volevo farlo a modo mio.
  5. La connessione va e viene. Nel 90% del tempo va
  6. Appena accendo il pc, qualcuno si mette alle mie spalle per curiosare su quello che faccio. E quel qualcuno si chiama “mamma”
  7. Ho deciso di sposarmi. E prima che lo decidessi già lo sapevano tutti. E già tutti stanno sparlando del mio vestito che non esiste e delle damigelle che non vorrei
  8. E mentre vi scrivo, il mio cane formato famiglia, sta scoreggiando profumatamente e rumorosamente.

C’è qualcun altro che vuole infierire?

P.S. Nonostante le sfighe, le ferie si stanno rivelando molto riposanti. Sono fatte di lunghe passeggiate sulla spiaggia all'alba: non amando il mix di sole e caos, dopo un lungo bagno nell'acqua gelida, rientro a casa non appena la spiaggia comincia ad affollarsi di individui che sembrano appena usciti da "Tamarreide". Mi dedico alla lettura, agli amici, alle passeggiate e ai miei cagnoloni. C'è chi ha bisogno di strafare per dimostrare di essere figo, a me basta essere me.

*mazzo a tarallo: il mazzo è quel cofano che mi ritrovo al posto del culo. Il tarallo è il biscotto con il buco. Associate i termini e il significato è fatto!

mercoledì 10 agosto 2011

8 settembre 2012: in attesa della profezia Maya


Quando l’ho conosciuto non lo volevo. Proprio no. Ero persa dietro un Tizio irraggiungibile che,digiamogelo, era irraggiungibile proprio perché non voleva farsi raggiungere ma si sa che il prosciutto sugli occhi appanna decisamente ogni percezione sensoriale. Poi un giorno ho interrotto la dieta, ho preso il prosciutto e l’ho mangiato: ho mollato il Tizio e ho mandato a fan…cuore il genere umano. Quando T.d’oro mi chiese di uscire per l’ennesima volta gli dissi di sì per esasperazione. Avevo una bronchite pazzesca e confidavo di morire di lì a poco. La mia assenza all’appuntamento sarebbe stata più che giustificata. Poi non morii e provai a chiamarlo per dirgli che non sarei più uscita ma appena rispose con un “Pronto?” sconsolato che la diceva lunga non ebbi cuore di dargli buca. Lì mi fregai.
Mentre passeggiavamo non faceva altro che inciampare. Scherzando gli dissi: “vuoi che ti dia la mano così eviti di inciampare ancora?”. Lui non se lo fece ripetere due volte. Io capii di aver fatto una cazzata: quella che doveva essere una battuta, risultò come una proposta romantica. L’ho sempre detto che non sono fatta per queste cose da donna.
Quando provò a baciarmi, andai via urlando gridando: “No no no!!!”. Lui se l’aspettava e non ci restò molto male. Almeno credo. Quando  ci rivedemmo, giorni dopo, seduti su una panchina così gelida da avermi de-sensibilizzato il culo, sferzati da un vento polare, ci baciammo. Da allora non ci siamo più mollati.
Se penso che proprio non lo volevo, deduco facilmente che io non capisco proprio un cazzo. Istintivamente stavo rifiutando l’unica persona che non ha mai smesso di amarmi nemmeno quando da principessa sono diventata la peggior specie di muratore bergamasco con tanto di panza, parolaccia facile, rutto libero e cinismo a fiotti. Non so proprio cosa ci trovi in me. Ogni tanto glielo chiedo e poi mi arrabbio se non mi da una giustificazione plausibile. Così, tanto per confermare che oltre che cessa sono pure un poco stronza.
Quando mi chiese di sposarlo, mi portò nel luogo del nostro primo bacio. Un po’ cambiato direi… C’erano un gruppo di filippini ubriachi che cantava a squarciagola e un nugolo di zingari accampati. Quando tirò fuori l’anello, gli intimai di rimetterselo in tasca prima di rischiare una rapina. Quando mi chiese di sposarlo gli risposi con un “ci penso”.
Sono passati dieci mesi. Ora ci ho pensato. Ti sposo. 

mercoledì 3 agosto 2011

ja posso faaaaaa

Questi ultimi giorni hanno messo a dura prova la mia pazienza e la mia resistenza fisica. Ancora domani e poi sparirò dalla faccia della terra per, spero, almeno 3 settimane. Chiusa la porta dell'ufficio, la prima cosa che farò,sarà spegnere a morte il cellulare dell'ufficio. E forse pure quello personale che qualcuno sul lavoro ancora lo conserva memorizzato.
Non sparirò dal blog, a meno di difficoltà di connessione, perchè ci sono grosse novità per la casa e nella ricerca della segretaria. Forse ce la famo, daje!

giovedì 28 luglio 2011

Crisi in crisi


Da quando c’è stata un’ecatombe di impiegati nel mio ufficio, ogni cosa passa per le mie mani. Dal contratto col ministero allo scontrino d’acquisto della carta igienica. Attualmente il mio ruolo è quello di tecnico contabile con istinti omicidi.
Conscio che le corde troppo tese tendono a rompersi con un effetto di rinculo non indifferente, il capo sta cercando disperatamente qualcuno che mi affianchi nella contabilità fiscale e che almeno si occupi di cose delegabili quali l’acquisto di sta famosa carta igienica.
Il primo bacino per l’acquisizione di un nuovo impiegato, si sa, è quello delle conoscenze. E quindi a chiunque capiti a tiro, sia il manager super impegnato al macellaio sotto l’ufficio, è un fiorire di:
“Non è che conosci qualcuno affidabile? Possibilmente con esperienza contabile?”
“Sì sì, ecco questo sta proprio cercando ora, è proprio bravo!”

Ne abbiamo contattati parecchi. A parte sta tizia, nessuno si è presentato in ufficio, anche solo per sostenere il colloquio, per i seguenti motivi:
1) “Eh, ma avete l’ufficio troppo lontano! Non si potrebbe trovare un’altra soluzione?”
Risposta del capo: “Certo, ci trovi dei locali vicino casa sua che trasferiamo l’ufficio lì”

2) “Possiamo riparlarne a settembre? Sa ora vado in ferie”
Risposta del capo: “Beh, io volevo incontrarla solo per un colloquio, non è che pretendo che inizi domani”
“Ah, bene. Allora facciamo tutto a settembre che è meglio”
Risposta del capo: “Bene, così se sono fortunato trovo qualcuno di meglio prima”

3) “Specifico subito che voglio un orario flessibile e permessi illimitate che ho due figli piccoli”
Risposta del capo: “Anche lo stipendio lo vuole flessibile con decurtazioni illimitate?”

4) “Possiamo riparlarne quando rientro da Parigi? Il lavoro mi interessa tantissimo, si fidi, sono affidabilissimo! Ne parliamo quando rientro. Dovrei essere in Italia a settembre o forse ottobre, semmai la chiamo io”
Risposta del capo: “Mi richiami quando ha fatto il biglietto ed è certo del rientro”

E così via. Abbiamo ascoltato una decina di persone e non siamo riusciti a fare nemmeno il colloquio. E poi dicono che c’è crisi…boh.
Ho messo, nel frattempo, un annuncio su internet. Annuncio che specificava le caratteristiche della persona che cercavamo, prima fa tutte: esperienza in contabilità fiscale. I curriculum che mi sono arrivati, pochissimi in verità, sono di:
1) n. 3 ragazze ex promoter, ex telefoniste di call-center, ex commesse, ecc. senza la minima esperienza/conoscenza del settore
2) n. 1 ingegnere in pensione ancora molto attivo (sottolineato 2 volte, che vorrà dire?)
3) n. 1 geometra in pensione che ha scritto, cito testualmente, “non capisco niente di contabilità ma credo di essere in grado di imparare” (?)
4) n. 1 che si proponeva come vigilante (?)
5) n. 1 che si proponeva per la sicurezza dicendo di essere al 4 DAN di KARATE (?)
6) n. 2 anziani geometri che, con un italiano degno di antistupri grammaticali, si proponevano in coppia nel caso in cui in futuro ci aumentasse il lavoro offrendoci già la possibilità di averli entrambi (????)
7) 2 e dico 2 persone che ALMENO avevano frequentato la ragioneria!!!! Lode al Signore!

Pe’ favore, non me la rendete troppo difficile, io rimetto l’annuncio fiduciosa.