Di solito non amo i propositi di nuovo anno. Forse perché li
disattendo sistematicamente tutti.
Dirò di più. Più mi prefiggo un obietto e più questo si
allontana.
Le cose che accadono all'improvviso e si evolvono per
sentimento mi riescono meglio. Diciamocelo pure.
L’anno passato ne è un esempio lampante.
Dopo due anni dall'ultima casa da acquistare papabile, ho
trovato la mia bellissima bicocca. Ehm, sarebbe più corretto dire “ha trovato”.
Devo dargliene merito, ha fatto tutto
T.d’oro. Lui ha trovato l’annuncio, lui
mi ha portato a vederla. Entrambi ce ne siamo innamorati ma quando si è
trattato di andare a fare i conti con la banca, a me è partita una strizza non
indifferente. Qui lo dico e qui lo nego, una piccola parte di me voleva che l’offerta
che avevamo fatto venisse messa da parte. Me ne sarei pentita per tutta la vita
perché è la casa dei miei sogni ma l’idea di impegnarmi nei secoli a venire con
la banca mi ha terrorizzato.
Ho tenuto questo timore per me.
T.d’oro, se stai leggendo,
dimentica.
Per fortuna lui è andato avanti come un panzer (ho detto
panzer, non panza!), abbiamo ottenuto il mutuo prima che subentrasse questo
periodo di crisi e le banca cominciasse a farla difficile. Più del solito,
diciamo. E’ stato un gioco di incastri. Una specie di tetris che mi ha portato
in quest’avventura senza fine.
Nel corso della procedura d’acquisto, in quei mesi complessi,
abbiamo deciso di sposarci. Ci siamo sempre sentiti una famiglia, sin dai primi
tempi che ci siamo conosciuti, nonostante la distanza e le avversità.
Non starò qui a sciolinare il classico epitaffio amoroso da
carie ai denti. Non è da me.
T.d’oro sa. Chi ci è accanto sa. Per gli altri,
sapete già come vanno queste cose.
L’allestimento del matrimonio è stato più complesso e
snervante di quello che potessi pensare. Forse perché lavorando ogni santo
giorno, l’ho organizzato nei sabati a disposizione. …e forse perché l’ho
organizzato a 120km da dove vivevo…chissà! Fatto sta che, vi faccio un esempio,
ho ritirato l’abito solo la sera prima di sposarmi. Otto ore dopo essere uscita
dal negozio lo portavo addosso. Insieme a mille diavoli per capello.

Il giorno del matrimonio è stato meraviglioso. Finalmente
eravamo famiglia di fronte a tutti. Non dimenticherò mai i suoi occhi umidi all’ingresso
in chiesa (qualcuno sospetta fosse pentimento dell’ultimo minuto).
E’ stato un momento bellissimo perché hanno partecipato le
persone che mi porto nel cuore, che hanno vinto la distanza e sono riuscite ad
essere presenti. Di contro c’è stato chi, oltre a non aver partecipato, ancora
dice in giro di non essere stato invitato.
Mi dispiace per la persona in questione, sinceramente l’avevo
sopravvalutata. Si è persa una bella festa in cui tutti erano sereni. Io stessa
che temevo il mio imbarazzo, mi sono sentita bene, felice. Non avevo soggezione
del mio corpo né degli Altri. Ho visto tutti ballare, cantare e mangiare. Sono
andati via con un sorriso. Cosa chiedere di più?
Forse che i miei amici, quelli che non si conoscevano tra
loro, facessero amicizia?
E’ successo anche questo!
Felice io!
Nonostante, dopo il viaggio di nozze, sia rientrata a lavoro
in maniera turbolenta;
nonostante la mia collega sia stata licenziata e io ora mi
ritrovi sola a sostenere l’ufficio;
nonostante, è evidente, non avrò l’aumento promessomi lo
scorso anno;
nonostante, molto probabilmente, l’impresa in cui lavoro
chiuderà i battenti;
nonostante tutto ciò, io sono felice.
Il 2012 è stato l’anno della realizzazione.
Il 2013 si vedrà. Quel che viene viene.
Io sono pronta.