lunedì 5 ottobre 2009

Esci da questo corpo!


Ci sono dei giorni in cui un corpo è troppo piccolo per contenere tante personalità.
Quando tutto va bene ne vien fori una alla volta: come in una corsa a staffetta, la prima che arriva è quella che domina il gioco fino ad annoiarsi per poi cedere il testimone alla successiva più lesta.
Accade però, a volte, che in caso di pari merito, ci siano più personalità a coesistere. Lì nasce il dramma. Già capirmi è di per se complesso in condizioni normali, figuriamoci quando nel contempo ci sono altre due o tre me che fanno a cazzotti per ottenere ragione. E così può capitare che un noioso pomeriggio possa essere rovinato dall'accesa discussione interiore tra una me pigra fino all'indecenza e una me iperattiva che cerca di sopprimere la prima avvalendosi di sporchi mezzucci psicofisiologici degni di un terrorista. Come nelle peggiore delle riunioni di condominio nasce il dissidio interiore per la messa agli atti, per la votazione e per la speranza di un esito celere. Ma com'è noto, in tre si può decidere assai bene solo se uno è assente e l'altro non viene. E quindi il pomeriggio passa così tra una leggiucchiata ad un libro, qualche biscotto, tanta indecisione e con gli occhi supplici di chi chiede "ti prego, decidi per me..."


 P.S. Lo so che quando sei con me ti senti come se avessi tra le mani un cubo di Rubrik. Abbi pazienza, prima o poi ne scoprirai la soluzione.

venerdì 2 ottobre 2009

Com'è dura l'avventura... II parte


Sono tornata.
Sono stati due giorni pieni e impegnativi ma anche molto divertenti. Purtroppo per problemi di privacy non posso raccontare nel dettaglio molte cose e non immaginate cosa vi perdete!!!
Partenza all'alba di mercoledì. Arrivata a Quelpostolì dopo un viaggio su di un mezzo che somigliava fin troppo ad una cella frigorifera, ho incontrato il capo cantiere che era venuto a prendermi. Non cambia mai. Sempre incazzato nero e sempre a brontolare come una pentola di fagioli. Fa paura a chi non lo conosce, ma fa ridere chi sa distinguere la sua rabbia vera da quella "da scena". In cantiere nonostante le decine di operai e le ditte a lavoro si sente solo lui, sempre ad urlare, sempre contro qualcuno. Ha l'ugola d'oro degna d'un Pavarotti de noantri!
In "istituto", nonostante le severissime regole vigenti, è riuscito ad entrare in amicizia con chiunque, sfanculando tutti tra l'altro. Boh, misteri della prepotenza!
In cantiere ho passato due giorni all'insegna del rumore: martelli demolitori, escavatori, bestemmioni, dialetti dal nord al sud, dall'est all'ovest, dentro e fuori italia. Dominante è stato anche il caldo: il sole cocente tipico della pioggia imminente riscaldava i prefabbricati entro cui studiavo i progetti e mi sentivo come un pollo da rosticceria con tanto di patata a contorno.
A fine giornata ho accompagnato gli operai a fare la spesa. Anche qui situazioni comiche. Immaginate questi omaccioni, tutti sporchi, che girano armati di carrello con l'impazienza di chi non vede l'ora di tornarsene a casa. Qualche battuta alla commessa che non capisce e risponde acida. Loro che ci prendono gusto e rincarano la dose.
Infine l'albergo. Ehm.
La zona in cui era situato ricordava molto Piazza Vittorio a Roma. Appena dopo il calare del sole, chiusi gli ultimi negozi, non c'era nemmeno un anima in giro se non qualcuno che urlava in lontanza. Entro e trovo l'adetto alla reception sdraiato sul divano a dormire. La voglia di andarmene è forte ma sono in un posto che non conosco e sono stanchissima. Mi faccio coraggio e richiedo la stanza. E' un bugigattolo, ho scattato una foto in cui c'è il mio piede accanto ad un buco nel pavimento. E' una struttura vecchia, ma in compenso è pulito. Appena rimasta sola, ho passato il primo quarto d'ora in piedi nella stanza a cercare di capire cosa fare poi, dopo una doccia e una cena frugale, mi sono sbracata sul letto e addormentata.
Il giorno dopo, all'alba, riconsegnando la chiave mi sono accorta di essere una dei tre soli ospiti dell'abergo. Sospetto che gli altri due fossero i bagascioni biondi del filmato.
Alle 6.30 ero di nuovo in cantiere. Una giornata infinita fatta di saliscendi con una guardia sempre alle costole. Alle 20 ero di nuovo a Roma. La stanchezza è un dolore sordido alle spalle. Ma oggi è venerdì, il giorno più bello della settimana!

martedì 29 settembre 2009

Com'è dura l'avventura...I parte


Domani parto per un breve viaggio di lavoro, solo due giorni ma in una location esclusiva.
Ho appena prenotato l'hotel. Navigando sul sito ho visto una presentazione del posto: due bagascione bionde che scendevano da un'auto con tanto di stacco chilometrico di coscia, entravano nell'alberto, si rotolavano nel letto e poi si sistemavano trucco, parrucco e mercanzia allo specchio.
Qualcosa mi fa sospettare che sarà un viaggio lungo e periglioso. E la prossima volta m'informo bene sull'albergo prima di prenotare!

venerdì 25 settembre 2009

L'erba voglio


Un giorno imparerò ad accettare un complimento senza restare incredula con l'espressione tipica di chi pensa: "Ehi, tu, ma dici proprio a me?"
Senza farmi troppe domande o farcirmi di dubbi, allontanando quell'espressione inebetita che fa dubitare l'interlocutore di quanto appena asserito.
Voglio prendermi l'elogio con la stessa facilità con cui accetterei un pezzo di cioccolato gianduia con nocciole intere del Piemonte, con gli occhi colmi di gratitudine e lo stomaco in sollucchero.
Voglio disimparare la ritrosia che mi frena, che mi impedisce di godere dei miei successi e mi tarpa le ali.
Voglio sentirmi fiera, voglio dirmi "sei in gamba". E soprattutto voglio crederci.

mercoledì 23 settembre 2009

V for Vendetta

Ahhhhhhhhhhhh, Uh, che goduria!!!
Oggi la mia stronzosità ha avuto uno sbocco insperato! Giorni fa fui costretta a trasportare dalla mia auto su per una lunga rampa due scatoloni. Uno leggero, una decina di chili circa. L'altro notevolmente più pesante, circa 30kg.
Fortunatamente mentre trasportavo il secondo incontrai una persona che mi ha aiutò nell'impresa.
Oggi il Gremlin si avvicina al secondo pacco dicendo di volerselo portar via. Io gli dico che è un "po'pesante" ma lui fa spallucce e stizzoso dice: "se ce l'hai fatta tu!" e lo tira su con vigore e... resta piegato in due con la schiena!
In quel momento appare Tizia che ridendo gli dice: "su, non fare brutte figure! lei l'ha portato per tutta la rampa e tu ora non riesci nemmeno a sollevarlo, su che ce la fai!"
Lui mi guarda con gli occhi sgranati e mi dice bieco: "l'hai portato tu????"
ed io falsa come le monete da 5 euro rispondo: "eh, sì!"
e lui: "e come hai fatto???"
"la forza della disperazione!"
Quindi sudando e imprecando, si accolla lo scatolone e comincia a correre per la rampa, se fosse caduto sarebbe rotolato all'unisono con tutta la scatola risparmiandosi un bel tratto di percorso. Ogni tanto si fermava imprecando e urlandomi: "ma come hai fatto???"

Ed io, stronza, con un ghigno malefico sul volto: "la forza della disperazione!!!"

martedì 22 settembre 2009

Mai dire mai

Non può piovere per sempre...
disse Bertolaso.

lunedì 21 settembre 2009

Punti di riferimento



Sono anni che ho perso la rotta e navigo a vista.
A volte il mare è uno specchio, il vento solo una brezza gentile che gioca increspando appena la superficie luminosa dell'oceano. Allora mi sdraio sulla barca, le braccia a sorreggermi la testa, chiudo gli occhi e annuso la libertà. Il sole mi brucia la pelle mentre assoporo il sale che si deposita sulle mie labbra.
Ma il mare è infido e un vento intempestivo può chiudere il cielo trascinandosi dietro pesanti nembi neri trasudanti pioggia. Le onde si alzano imperiose e schiumano come cani rabbiosi. Il cielo mi precipita addosso sottoforma di scrosci improvvisi. Il mare cerca di fagocitare me e la mia misera barca, quattro assi di legno marcito che combattono strenuamente contro i venti tempestosi.
E nel buio della notte, quando la lotta impari contro la burrasca mi avvilisce, quando la paura di lasciarmi andare nelle acque gelide si scontra col timore d'infrangermi contro gli scogli...allora ci sei tu. Un faro nella notte. Solido e forte, mi indichi la via. Mi tendi la luminosa mano e con forza mi tiri a te.
Grazie T.d'oro.