
Inizio la giornata rotolando pigramente tra le lenzuola, meditando con cura quale sia il momento più propizio per sfidare la sorte e passare tra gli 80°C del letto e i 4° dell’ambiente circostante. Fattami coraggio mi alzo lesta onde evitare l’azione di risucchio delle coperte e mi avventuro in casa con calzettoni e tuta in pile antistupro così sintetica da creare delle scosse di corrente statica tra me e il mondo circostante.
Dopo la pipì, il primo pensiero è reperire una tanica di caffè da sorseggiare accoccolata accanto al fuoco.
Quando la caffeina comincia a scuotere i miei neuroni a suon di calci nel didietro provo a dedicarmi alla lettura di un libro. Sono alle prese con La Torre Nera di Stephen King. Vorrei finire di leggerla prima di morire. Se dovessi perire prima d’aver compiuto l’opera, vi prego, durante il funerale invece della lettura dei testi sacri preferirei che qualcuno mi leggesse il finale. Grazie, amen.
Quando lo stomaco chiama spremo le meningi per procurarmi il cibo. Di solito il primo pensiero è una cosa del tipo: “Oggi minestrone, adesso basta con i cenoni a tutte l’ore! Oggi bieta!” frase pronunciata tra qualche manciata di olive e una fetta formato famiglia di panettone.
Rientrata a casa accendo il camino come se volessi dar fuoco alla casa, mi avvolgo in una coperta, cane accoccolato ai miei piedi, l’immancabile libro e …. Zzz zzz zzzz zzz zzzz
E’ dura essere me.