Ai cinici come me:
A tutti gli altri:
Eppure non potrei mai rinunciare a quell’attimo in cui, in piena crisi, chiudo gli occhi e richiamo alla mente un’immagine, un suono, una parola e rivivo i momenti piacevoli con la stessa intensità in cui sono avvenuti. - e non starò qui a sottolineare che quando il capo mi ha visto le unghie ha esclamato: “che hai fatto alle mani? Ti sei pestata le dita?” –
Al telefono ogni voce mi sembra suadente, anche quella del vecchio fabbro che in confronto Shrek sembra Rauol Bova. In tv guardo con bramosia Gerry Scotti e Flavio Insinua facendo pensieri peccaminosi. Insomma, primavera o no, credo di essere stata colpita dalla freccia di un Cupido distratto.
La spossatezza mi rende pigra (più del solito), ogni gesto richiede uno sforzo immane: una rampa di scale può richiedermi un impegno, sia fisico che mentale, pari alla scalata del K2.
Dicevo che ho affrontato la luce con la stessa temerarietà di un vampiro appena risorto. Ho affrontato le scale e la strada trascinandomi come un disperato nel deserto. Sono arrivata nell’oasi della tavola calda e ho trovato millemila persone in fila: urlava, chiacchieravano, mi urtavano. Ho rimpianto il silenzio e la solitudine della mia prigione.
Stamane mi sono svegliata con la pressione a -10. Mi sono arrampicata sui miei piccoli tacchi, ho infilato la giacca leggera che sembrava fatta di granito, ho inforcato la borsa che sembrava contenere palle da bowling…le scale sembravano l’Everest e la sedia il luogo più accogliente in cui sprofondare.prima di iniziare ad urlare!
