martedì 11 gennaio 2011

Va a lavurà che l'è mej

Ascoltare Rolling mentre “lavora” è una delizia simile solo al pulirsi il culo con un ciuffo di ortica. Purtroppo non riesce a capire che la parete di cartongesso che ci separa non permette un perfetto isolamento acustico e che quindi, mio malgrado, devo sorbirmi ogni menata che la sua aulente bocca è usa produrre in modo sguaiato.
E’ al telefono, ovviamente non per lavoro:
“Ciao! Eeeeè tanto che volevo chiamarti!”
“Sì, sono tornata al lavoro, è già un macello. Mi chiamano in continuazione!” (ma chi???)
“Ora sono a lavoro, ci sono io e l’ing”
“E’una donna, sai come sono le donne sul lavoro” (no, no lo so, dimmelo un po’)
“Mi manca solo la scopa al sedere” (se vuoi rimediamo…)
“Pensa che devo farle pure il caffè e passarle le chiamate” (mi passi le chiamate per evitare di rispondere a tutti solo con un “non lo so”)
“Che vuoi che ti dica, è dura ma devo sopportare. D’altra parte sono una professionista, adesso mi sto specializzando anche in questo settore” (la rottura delle balle?)
“Va bene ti lascio, non voglio rubarti altro tempo, ora mi rimetto a fare qualcosina” (un’altra telefonata?)
“Ciao cara! Saluti a casa!” (Salutame a soreta!)
Segue sospirone.

2 commenti:

  1. Tu quella donna la schiavizzi :-)

    A tutta la mia solidarietà (senz'acca).

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  2. PNV: l'acca si dissocia dalla tua affermazione!

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