venerdì 25 marzo 2011

Fare.

Lo so che morite tutti di curiosità: come si sarà risolta la questione casa? 
Niente paura, mo ve lo dico!

Riassunto delle puntate precedenti: l’ultima domenica di febbraio, come concordato telefonicamente con la proprietaria della casa dei mobili virtuali, ho inscatolato la mia vita e mi sono presentata nell’appartamento con denaro contate e penna per firmare il contratto.
Dopo un’ora ero di nuovo nella vecchia casa con gli scatoloni, la penna intonsa e tutti i soldi nelle tasche: la casa da affittare non era ancora abitabile. Appuntamento rimandato a metà marzo con tanto malumore e rodimento del baugigi (altro che sbiancamento anale). 

Tal travaglio interiore/inferiore s’accentuò la settimana seguente, quando la signora del virtuale, proclamandosi estremamente serena, di non volersi soffermare su inutili cavilli e volendo aprire un rapporto di cieca fiducia con me, mi chiese: documento d’identità, codice fiscale, patente, contatti dei precedenti proprietari di appartamenti in cui ero stata in affitto, copia della busta paga e dichiarazione da parte del titolare relativamente alla mia posizione e retribuzione in ditta. Prima che mi chiedesse il certificato di cresima, decisi di mettere uno stop. Continuai a cercare altri appartamenti e ne trovai uno più vicino, più economico, più grande. Invece di sparire nel nulla, mandai comunicazione alla tizia dicendole che la casa non mi interessava più e lei mi coprì di maledizioni che, col senno di poi, mi colsero tutte, dalla prima all’ultima.
Cominciai quindi le trattative per il nuovo appartamento. Da subito subito che avrei potuto entrare, sappiate che sono riuscita a prenderne possesso soltanto ieri dopo una notte di via vai con l’auto per completare il trasloco (grazie a Te che ci sei sempre). Mi sono ritrovata all’una di notte in una stanza piena di scatole, alla ricerca disperata di un paio di mutande che, chissà perché, erano nell’ultimo scatolone, quello in fondo alla catasta, quello proprio irraggiungile, sicchè…no, non sono andata in giro senza mutande, ho solo fatto un pieno di pazienza per poterle recuperare. Beh, non vorrei dir bugie. In questi giorni sono tutto fuorché paziente. Sembro un’erinni inferocita, vado in giro mordendo la gente. I motivi saranno presto detti:
  • Appena pagato l’appartamento abbiamo scoperto che il vecchio inquilino aveva disdetto le utenze. Avete mai vissuto a lume di candela, lavandovi con le salviette intime e cercando tepore senza avere accesso al riscaldamento?  Io no. Infatti, ristretti i beni di prima emergenza, ho bivaccato nel vecchio appartamento pagando una quota extra al vecchio padrone di casa. Peccato che…
  • …che il suddetto vecchio padrone di casa abbia cominciato a portar via le cose dall’appartamento. Mi sono vista sparire la lavatrice e la tv…mi sono sentita come la protagonista di un film che, in pieno pignoramento, si tiene stretta alla sedia per evitare che gliela strappino da sotto al culo. Ciò non bastasse…
  • …nel mentre che l’appartamento veniva depredato, ho dovuto pure sorbirmi un cazziatone dal vecchio padrone di casa perché, invece di comprarmi un appartamento, vado ancora in affitto. Inutile dirgli che, in riferimento al mutuo, la mia banca non è differente…è decisamente indifferente. Sicchè, stretta alla seggiola col piatto sulle ginocchia, mi sono sorbita una di quelle prediche magistrali che, sicuramente, mi ripeterà mia madre non appena la vedrò. Ecchevelodico a fa. Finalmente…
  • …arriva il giorno in cui tutte le utenze sono ripristinate. Ovviamente ciò è accaduto in un giorno lavorativo in cui avevo tantissimo da fare per cui ho fatto tardi e, altrettanto tardi, ho riportato le ultime rimanenze di trasloco nella nuova casa. Aperta la porta ho trovato di fronte a me una caterva di scatole da aprire, c’erano tutte tranne quella contenente la voglia di mettere a posto. Devo averla persa nel viaggio. Stanchissima mi sono buttata sul letto e lì sono rimasta…
  • …incastrata, arrotolata a mo’ di involtino tra il materasso e la rete. Abituata a letti durissimi simil ortopedici, lanciandomi sul letto sono affondata nella rete di non proprio recente acquisto. Il materasso sottile come una sfoglia e morbido come una mousse è sprofondato nella rete avvolgendomi tutta. E non dirò in che modo ho passato la notte, dirò solo che…
  • …che sono rimasta bloccata in questa morsa ovattata, io che sono abituata a rotolare di continuo su me stessa durante la notte. Mi sono svegliata incartapecorita, tutta dolorante, spossata, inacidita e incazzata. Mi restava solo di…
  • …rilassarmi con una doccia bollente. Tutta ignuda, mano sul miscelatore, vedo provenire dal soffione una pisciatina tiepida. Non fossi stata sveglia, avrei pensato che un cane mi stesse pisciando addosso. Urgeva l’intervento del tecnico, il quale…
  • …si è presentato stamane alle 6.30 ( :-/ ) per dirmi che il termostato è a posto ma la caldaia avrebbe bisogno di un trattamento decalcificante. Ma va??? E sei venuto solo per dirmelo???
E poi la gente si stupisce che a volte divento stronza e acida come uno yogurt scaduto.
Tenersi alla larga fino al prossimo aggiornamento.
Mordo.

2 commenti:

  1. Veramente è un po' che mi sto tenendo alla larga, temo le tue reazioni!
    Hai però tutta la mia comprensione e continuo a leggerti.
    MT

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  2. Hai ragione, faccio mea culpa :-(

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